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Visualizzazione dei post da settembre, 2016

Scorie - Autonomia di indebitarsi a spese altrui

"Prenderemo tutti i soldi che servono per migranti e sisma in piena autonomia." (M. Renzi) Questo va ripetendo da giorni il presidente del Consiglio, riferendosi alla prossima legge di bilancio, pensando - sai che novità – ad aumentare il deficit rispetto a quanto previsto e concordato in precedenza con la Commissione Ue. Qui non voglio entrare nel merito delle spese che Renzi intende finanziare. Peraltro lui di solito parla di quelle che creano consenso, ma evita accuratamente di fare riferimento ai mancati tagli pur pomposamente promessi nelle prime slides che propinò agli italiani nel 2014. Ciò che mi interessa evidenziare è che, usando il verbo " prenderemo ", Renzi sembra voler dare a intendere che quei soldi arrivino dal cielo. Considerando che sarà maggior deficit, quei soldi arriveranno da maggiori emissioni di titoli di Stato. Attualmente costano poco, e non tanto per le virtù delle finanze pubbliche italiane, quanto per gli acquisti massicci op

Scorie - Efficientismo vs paternalismo, ossia il male vs il peggio

"Heather Boushey, consigliere economico della candidata alla presidenza Hillary Clinton… vuole che le aziende concedano obbligatoriamente congedi parentali pagati a tutti i dipendenti, sia maschi, sia femmine." (N. Smith) Comincia così un post di Noah Smith su BloombergView, nel quale mette a confronto due alternative: da un lato i congedi parentali obbligatori per uomini e donne; dall'altro un credito di imposta o un contributo in denaro alla nascita di un figlio. Dirò subito che, a mio parere, lo Stato non dovrebbe tassare nessuno, quindi non concedere crediti di imposta per questo o quel motivo, men che meno fornire contributi in denaro o, peggio ancora, imporre congedi parentali. Ma in questa sede mi interessa soffermarmi sulle considerazioni che spingono Smith a preferire i congedi parentali obbligatori (una soluzione da welfare europeo). " Dare denaro è la soluzione preferita di molti economisti, perché non comporta dire alla gente come deve spender

Scorie - Olimpiadi diffuse? No, grazie

"Il no di Roma mi è dispiaciuto molto, io avevo proposto di fare le Olimpiadi diffuse, in varie città d'Italia, così non si sarebbero dovuti fare grossi investimenti." (R. Prodi) Contrariamente a Romano Prodi, io non sono per nulla dispiaciuto del fatto Roma non sarà tra le candidate a ospitare le Olimpiadi del 2024. Con ogni probabilità si tratta dell'unica cosa che mi vede d'accordo con le decisioni prese dal M5S, ancorché per motivi (almeno in parte) diversi dai loro. Così come la decisione di Mario Monti nel 2012 di evitare candidature italiane per le Olimpiadi del 2020 fu una delle poche cose che trovai condivisibili della sua azione di governo. Personalmente ritengo che il motivo fondamentale per non candidarsi a ospitare eventi come le Olimpiadi sia evitare la proliferazione di una già elefantiaca spesa pubblica, l'unico dato certo in questi casi. Il fatto poi che vi siano diffusi fenomeni criminali attorno all'organizzazione di eventi d

Scorie - Se stampare soldi non è risolutivo, non lo è neppure fare deficit

"E' vero che i tassi negativi hanno conseguenze non desiderate, ma la Bce deve fare delle scelte, il suo mandato impone di mantenere la stabilità dei prezzi non di guardare agli effetti collaterali." (M. Fratzscher) Marcel Fratzscher, docente universitario e presidente del'istituto tedesco di ricerca DIW, è tra i tanti che ritengono necessario uno stimolo fiscale in deficit a livello europeo per rilanciare la domanda aggregata. Formula tipicamente keynesiana. Commentando la politica di tassi negativi della Bce, che sta danneggiando i risparmiatori, i gestori assicurativi e di fondi pensione (quindi ancora i risparmiatori, in ultima analisi) e il margine di interesse delle banche, Fratzscher ha affermato che la banca centrale non deve " guardare agli effetti collaterali ". Posto che pare proprio che la Bce non si stia preoccupando degli effetti collaterali, se non a parole e ribadendo comunque che senza i tassi negativi le cose andrebbero peggio (

Scorie - Senza segreti addio libertà

"Dobbiamo liberarci dei paradisi fiscali, non c'è alcuna ragione per la loro esistenza, esistono solo perché lo vuole l'1% delle aziende. La segretezza, come nel caso Apple, dovrebbe essere inaccettabile, per la nostra democrazia." (J. Stiglitz) Joseph Stiglitz, uno degli economisti assegnatari del premio Nobel che vanno per la maggiore in Italia (assieme a Paul Krugman), si è scagliato contro i paradisi fiscali, sostenendo che ci si debba liberare di essi, quasi come se fossero un virus letale. Quando afferma " non c'è alcuna ragione per la loro esistenza, esistono solo perché lo vuole l'1% delle aziende ", cade in una contraddizione da persona incapace di argomentare in modo logico. Qui non mi interessa discutere sul fatto che i paradisi siano voluti dall'1% delle aziende o da molti più soggetti; mi interessa invece sottolineare che esistono proprio perché qualcuno li ritiene utili, e questo comporta che una ragione per la loro esisten

Scorie - Senza volere, Padoan lo ammette: la spesa non cala

"In Italia la spesa pubblica nominale al netto degli interessi è cresciuta durante la crisi (2009-2014) meno che in altri Paesi: solo dell'1,4%, contro un aumento del 5,7% nel Regno Unito considerato campione di austerità e del 9% medio nella Ue. In termini reali la spesa è diminuita in Italia, aumentata nell'Ue." (P. C. Padoan) Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha scritto una lettera al Corriere della Sera per contestare il contenuto di un editoriale di Paolo Mieli. L'affermazione che ho riportato conferma (se ancora ve ne fosse bisogno) un dato: la spesa pubblica in Italia continua ad aumentare, in barba alle affermazioni ripetute come un mantra da Renzi e dallo stesso Padoan. Poco importa se negli anni della crisi è cresciuta meno che altrove e se sia diminuita (peraltro in modo impercettibile) in termini reali. E questo per due motivi. Primo, perché, come sostiene l'ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli (messo n

Scorie - La stampante non si ferma mai

Dall'attesa riunione del consiglio di politica monetaria della Banca del Giappone del 21 settembre è uscito, tra le altre cose, il passaggio che riporto di seguito, che rende evidente il vero obiettivo della politica di allentamento quantitativo: " La banca comprerà titoli di Stato giapponesi in modo tale da mantenere il loro rendimento più o meno al loro attuale livello (attorno a zero per cento) ." Dopo le lamentele espresse nei mesi scorsi dalle banche per via dell'introduzione di tassi negativi, che ha generato una (ulteriore) compressione del margine di interesse, a forza di accumulare titoli di Stato la banca centrale aveva finito per portare sotto zero anche i rendimenti a 15 anni (e quelli a 30-40 anni poco sopra zero). Quando la curva dei tassi di interesse è piatta (ossia i tassi a lungo termine sono a livelli uguali o poco superiori a quelli a breve termine), l'attività bancaria tradizionale, consistente per lo più nel trasformare scadenze,

Scorie - Enrico, continua a stare sereno

"Il documento presentato a Bratislava dal Gruppo di Viesegrad è quello di chi vuole uscire. Bisogna agire." (E. Letta) Enrico Letta, che dopo l'invito a stare sereno rivoltogli via twitter da Renzi poco prima di defenestrarlo da palazzo Chigi è (momentaneamente?) andato a fare il professore in Francia, è sempre stato tra gli europeisti senza se e senza ma. Quelli, per intenderci, per i quali serve sempre più Europa anche se si tratta di riparare un rubinetto nel lavandino di casa. A suo parere "bisogna agire" perché la levata di scudi di alcuni Paesi dell'est nei confronti di temi quali l'immigrazione potrebbe preludere a nuove uscite dalla Ue, dopo Brexit. A mio parere i governi del Gruppo di Viesegrad, composto da Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, si guarderanno bene dall'uscire dall'Unione europea. Un conto è la retorica utilizzata, spesso a fini di politica interna. Altra cosa è uscire dalla Ue, dato che per tutti q

Scorie - Non è con più debito che si risolvono i problemi

"Dobbiamo riconoscere che la ricetta dell'austerità dell'Europa era sbagliata e quella della crescita degli Usa di Obama era ed è giusta." (M. Renzi) Non è la prima volta che Renzi sostiene quanto ho riportato. Anzi, lo ripete più o meno tutti i giorni. Ovviamente a lui serve come argomento per ottenere "flessibilità", ossia la possibilità di fare più deficit, rimandando di volta in volta gli impegni precedentemente assunti in termini di miglioramento dei conti pubblici. Negli Stati Uniti la ricetta di Obama ha aggiunto circa 9.7 trilioni di dollari di debito federale a fronte di 3.4 trilioni di Pil. Il debito federale è così passato dal 64 al 105.8 per cento del Pil. Nell'area euro, nello stesso periodo (2008 – 2015) il debito è passato dal 64.8 al 91.6 per cento del Pil, a fronte di una crescita nominale del Pil di poco più di un trilione di euro. Numero peraltro zavorrato dalla lunga recessione italiana. Sarebbe stato meglio fare più d

Scorie - Cambiare il nome non serve a nulla

"L'evasione fiscale in Italia fa parte di quei mali capaci di sfregiare un popolo e i suoi simboli fin nelle profondità." (V. E. Falsitta) Comincia così un articolo di Vittorio Emanuele Falsitta, avvocato e docente universitario già parlamentare in Forza Italia, pubblicato sul Sole 24Ore. E quando un articolo comincia così, con questi toni melodrammatici degni di miglior causa, si può stare certi che prosegue anche peggio. Dopo aver criticato l'uso che lo Stato fa delle imposte dirette per via del fatto che non sono utilizzate esclusivamente per finanziare i servizi pubblici, Falsitta avanza una proposta. " Se lo Stato, consapevole di avere abusato dell'imposizione diretta (salve le opportune valutazioni di contabilità pubblica) trasformasse una percentuale dell'imposta diretta in "tassa sull'evasione fiscale" (la quota corrispondente "ripartita" sul singolo), ne potremmo ricavare, ritengo, effetti virtuosi e insidiosis

Scorie - Forever bancomat

" Se il S ì al referendum vince, una delle conseguenze è che ci sar à un risparmio importante perch é si ridurranno gli stipendi dei consiglieri regionali, si elimineranno i rimborsi ai gruppi al Senato e che oggi prendono il Pd, i Cinque stelle, Forza Italia. Ci sar à un fondo di 500 milioni di euro che sar à messo a disposizione delle nuove povert à . Prima i cittadini, dalla benzina alle sigarette, erano considerati i bancomat dei politici. Se passa il referendum la cinghia la stringeranno i politici. Capisco che la gente mi dica: come sei demagogico. Ma se 500 milioni dalla politica passano alla povert à , sono pi ù contento. " (M. Renzi) Intervenendo a Uno Mattina, Matteo Renzi ha perorato la causa del Sì al referendum sulla riforma costituzionale. Renzi quantifica il risparmio in 500 milioni, cifra a dire il vero ritenuta ampiamente esagerata da più parti. A me non interessa, però, discutere sull'ammontare, bensì sulla destinazione di que